VALUTAZIONE
COME AVVIENE LA VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA ?
La Valutazione neuropsicologica o cognitiva è un esame che si svolge in un ambulatorio o in uno studio clinico adeguatamente predisposto e ha l’obiettivo di esaminare l’efficienza delle funzioni cognitive: Memoria e Apprendimento, Attenzione, Linguaggio, Orientamento e capacità spaziali, Ragionamento, Pianificazione e Velocità di Elaborazione.
Alla persona che si rivolge a me per una valutazione chiedo il motivo della richiesta e un ragguaglio su dati medici relativi allo stato di salute; successivamente invito eventuali accompagnatori ad accomodarsi in sala d’attesa, in quanto l’esame prevede la sola presenza dello psicologo e della persona sottoposta all’esame, perché è fondamentale per la buona riuscita che non vi siano elementi o persone fonti di distrazione.
La valutazione neuropsicologica si realizza attraverso la somministrazione di Test generalmente cartacei, qualche volta anche computerizzati, che valutano l’efficienza delle funzioni cognitive. Le prove utilizzate sono state oggetto di molti studi scientifici sulla popolazione italiana nel rilevare prestazioni al di sotto della norma; ciò significa che se fosse presente un deficit di una o più funzioni cognitive, questi test sono in grado di intercettarlo in modo ampiamente attendibile.
Nella valutazione inserisco anche questionari per indagare il tono dell’umore e lo stato ansioso, perché voglio escludere che un’eventuale performance insufficiente della persona esaminata sia da attribuire a condizioni emotive sfavorevoli.
Infine correggo i test svolti e produco un referto in cui indico la diagnosi, ovvero il deficit rilevato e se questo possa essere ricondotto ad una patologia: in quest’ultimo caso sono necessari anche alcuni accertamenti medici per individuare la causa della sofferenza.
La valutazione neuropsicologica nell’adulto e nell’anziano ha durata variabile, indicativamente un’ora e mezza / due ore, in alcuni casi può essere necessario suddividerla in due sedute distinte.
Nella maggior parte dei casi viene richiesta da un medico che nota alcune defaillance nelle prestazioni cognitive del suo paziente (generalmente le difficoltà che saltano di più all’occhio sono relative alla memoria) o quando queste difficoltà gli vengono riferite dal paziente stesso.
È comunque possibile che la persona stessa decida in autonomia di rivolgersi a me perché avverte un calo di prestazioni cognitive (ad esempio di memoria, attenzione e concentrazione, ragionamento, pianificazione del lavoro o degli impegni …) rispetto a qualche tempo prima.
